Morte - 10 aprile 2014


 10/04/2014  |     don Domenico Basile   |   Una parola di Vangelo



La morte oggi non è un argomento “politicamente corretto”, è un tabù da non affrontare, da rimuovere in ogni modo, nonostante sia il limite estremo per ognuno, una partita a scacchi il cui finale è segnato, così come genialmente rappresentato dal grande regista Ingmar Bergman nel film "Il settimo sigillo".
Eppure Gesù ne parla, perché sa che da quel destino nessuna persona può sfuggire e neanche lui, il Figlio di Dio, potrà esserne esente. Però credere in lui significa vincere la morte in eterno e questa affermazione scandalizza i giudei (cfr Gv 8, 51-59) e, oggi più che mai, anche noi.
Per i cristiani è una verità fondamentale: non camminiamo verso il nulla, ma se osserviamo la parola di Gesù sconfiggiamo per sempre la morte, ci assicuriamo il passaggio alla vita in Cristo, alla risurrezione che è partecipazione al suo regno di luce e di gioia.
Ecco perché ascoltare e mettere in pratica la parola di Gesù può permettere da ora la risurrezione dalle nostre piccole morti quotidiane, dal buio degli egoismi, delle chiusure, delle mancanze di amore…perché noi siamo fatti per la vita e solo il Signore è la vita che non delude! 

 


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